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FEDERICI
CAMILLO (1749-1802)
Pseudonimo di Giovan Battista
VIASSOLO. Autore drammatico italiano nato a
Garessio Poggiolo (Cuneo) il 9 aprile 1749 e deceduto a
Padova il 23 dicembre 1802.
Incerta è
l’origine dello pseudonimo, che secondo alcuni deriva da uno
dei suoi primi drammi non pervenutici, Camillo e Federico,
secondo altri dal suo amore per l’attrice Camilla Ricci
(fedele alla Ricci, donde Federici).
Studiò a
Ceva e Torino e fu giudice a Moncalieri, ma abbandonò presto
la magistratura per dedicarsi al teatro. Divise la sua
attività tra Venezia e Padova dove si stabilì; e in quell’ambiente
così fervido di vita teatrale, fu preferito a Goldoni. Tappe
principali della sua carriera furono i teatri veneziani S.
Angelo e S. Luca (1787-98).
Fu in parte
seguace della riforma goldoniana (come appare in talune
commedie di carattere, quali La fanatica per
ambizione e La cambiale di
matrimonio ridotta da G. Rossi e musicata da
Rossini) ma avvicinatosi ai modi del dramma lagrimoso
preferì argomenti patetici ed ebbe parte notevole nello
svolgimento del nuovo genere in Italia. Nelle sue numerose
commedie e tragedie, che restano un documento importante del
gusto teatrale della sua epoca e delle idee filantropiche
del dispotismo illuminato e della borghesia europea alla
fine del sec. XVIII, confluirono tanto gli esemplari
francesi del dramma nuovo quanto i modelli di Iffland e
Kotzebue, da lui rimaneggiati con abbondanza di effetti
scenici. Elemento caratteristico del suo teatro, fu la
sorpresa (la “sbottonatura” come fu chiamata
nell’Ottocento), che, insieme con l’eccessiva coloritura
sentimentale, l’ampollosità dello stile e il meccanismo
delle trovate spettacolari, appesantì l’intera sua
produzione.
Egli stesso
si confessò colpevole di aaver scritto solo per guadagnare,
affermando che, poiché la natura nuda non sarebbe piaciuta
ai suoi contemporanei, aveva dovuto “colorirla con tinte e
vestirla alla moda”.
Suo
collaboratore e seguace fu il figlio CARLO (nato a
Genova nel 1778 e morto a Venezia nel 1849) magistrato e
commediografo la cui produzione è talora confusa con quella
del padre.
OPERE
I VOLTURRENI
- l’EREDITA’ - IL CAPPELLO PARLANTE
- IL GLOBO AEROSTATICO - CANSIGNORIO
- GLI AMORI DI ENRICO IV - I FIGLI DEL SOLE
- ERO E LEANDRO - I FALSI GALANTUOMINI
- MELEAGRO - NON CONTAR GLI ANNI A UNA
DONNA - IL TEMPO FA GIUSTIZIA A TUTTI - AVVISO
AI MARITI - AVVISO ALLE MOGLI - LA BUGIA -
LA MASCHERA - UN RIPARO PEGGIOR DEL MALE -
LA DISGRAZIA PROVA GLI AMICI - LO SCULTORE E IL
CIECO - ERRORI DI UN PADRE E DI UN FIGLIO
- ILLUSIONE E VERITA’ - LA CAMBIALE DI
MATRIMONIO - L’UDIENZA - IL RITORNO
DALLA SORIA - IL TEMPO E LA RAGIONE -
IL CAVALIER BAIARDO - LE LAGRIME DI UNA VEDOVA
- GLI ANTICHI SLAVI - IL QUARTIERE
D’INVERNO - IL TRIONFO D’IMENEO - IL
VOLUTO PAZZO - L’AMOR DI NATURA - IL
MENDICO DELL’ANNO 1741 - LA VEDOVA DI PRIMA
NOTTE - L’AVVENTURIERE NOTTURNO -
CARLO XII E BENDER - LA VENDETTA DI UN PADRE
- TERESA FREND OSSIA IL MERITO E LA FORTUNA -
IL BUON GIUDICE - EPULO - IL
PRESTIGIO DELL’ORO - LA FIGLIA DEL FABBRO (
edita a Torino anno I della liberazione piemontese)
- LA DIETA DEGLI UNGHERI - ALESSANDRO DE’
MEDICI PRIMO DUCA DI FIRENZE - LA PACE DEL PRUTH
- AMEDEO IX DUCA DI SAVOIA -
CATERINA I° - LA CIECA NATA - IL MINISTRO
D’ARRIGO IV RE D’INGHILTERRA – LA MINIERA DELLA DALERCALIA
OSSIA GUSTAVO RICONOSCIUTO - IL DELATORE -
SOLIMANO IL MAGNIFICO - IL PERICOLO -
UN CASO IMPENSATO - GENSERICO IN ROMA OVVERO I
VANDALI - LE RISSE DEL MATRIMONIO - I VECCHI
- LA FANATICA PER AMBIZIONE - L’INGIUSTIZIA
TESTAMENTARIA - IL MAGISTRATO E L’AMICO -
IL GIUDICE DEL PROPRIO DELITTO - LA MOGLIE
LIBERA E IL COLLO TORTO - DISORDINI DI UNA
FAMIGLIA - IL DUCA DI SABBIONETA -
CEFALO E PROCRI - TOTILA OVVERO I VISIGOTI.
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